RETAKIAMO L'ASSE

La galleria Parione9 in collaborazione con RetakeRoma Morena e Settimo Biciclettari, ANAS SPA e con il Patrocinio del VII° Municipio,continuano la riqualificazione dei sottopassi ciclopedonali del GRA. Gli artisti Manfredi Ciminale, Dario M. Duluoz, Martoz, Antonio Pronostico e Shone dipingeranno con cinque murales diversi le pareti del sottopasso GRA dell’Asse degli Acquedotti (km 42,600 incrocio via Lucrezia Romana, quartiere Gregna Sant'Andrea).

WORKSHOP_ 18.10.15

Workshop di Fotografia Lumenprinting con Marco Scataglini

18 ottobre 2015

presso Galleria Parione9 Via di Parione, 9 ∞ 00186 – Roma

gli orari del Workshop:

domenica 18 ottobre –  dalle ore 10,00 alle ore 17,00

Il costo del workshop è di euro 50.
La prenotazione è obbligatoria, si richiede un anticipo di euro 15 (da scalarsi dalla quota) al momento dell’iscrizione.

Il corso è tenuto da Marco Scataglini ed è a numero chiuso (massimo 15 partecipanti).
(Nel caso di maggiori richieste verrà organizzata una seconda data.)

La quota comprende la lezione “frontale”, il tutoraggio durante il workshop da parte del docente e i materiali indispensabili (carta fotografica, fissaggio).
Spostamenti e pranzo al sacco a cura dei partecipanti.

Il 2015 è l’Anno Internazionale della Luce, un evento dedicato dunque proprio allo strumento principale dei fotografi. Durante questo workshop esploreremo la luce nei suoi molti aspetti, concentrando la nostra attenzione in modo particolare sui raggi ultravioletti (UV) che il sole emette e che noi non possiamo vedere, ma che possiamo utilizzare per fotografare.

In pratica, creeremo delle immagini grazie a una luce a noi invisibile (come gran parte della radiazione luminosa: l’occhio umano ne percepisce uno spettro davvero piccolo)! Il tutto “cameraless”, cioè senza fotocamera (ma molti concetti torneranno utili anche fotografando con una reflex…).

La tecnica che esploreremo è quello chiamata Lumenprinting, che già nel nome è collegata direttamente al concetto di luce.

Nel Lumenprinting si utilizza come superficie sensibile della normale carta fotografica bianco e nero, che si “ossida” quando esposta ai raggi UV del sole: si ottengono in tal modo delle fotografie (“fotogrammi”) in negativo a colori (e questo è sorprendente!) che poi, se lo si desidera, possono essere invertiti e sistemati digitalmente, dopo averli scansiti o rifotografati. O anche fissati ed esposti così come sono.

Naturalmente, è possibile collocare sulla carta sensibile qualsiasi oggetto, meglio se trasparente o semitrasparente, o anche sagome ritagliate nel cartoncino. “L’oggetto” più semplice ed efficace sono le foglie, ad esempio quelle degli alberi: facilmente disponibili, dalle forme interessanti e sufficientemente traslucide da lasciare tracce interessanti sulla superficie sensibile. Inoltre, se sono fresche, l’umidità emessa durante l’esposizione al sole provoca la comparsa di “aure” di notevole bellezza.

Durante il workshop utilizzeremo dunque molto le foglie, ma ovviamente non ci limiteremo a questo, ma esploreremo anche i primordi della fotografia.

Intorno agli anni ’30 del XIX secolo, infatti, le prime sperimentazioni sulla fotografia vennero realizzate appunto con la tecnica del “fotogramma”, e lo stesso Fox Talbot,  co-inventore con Daguerre della fotografia, intitolò un suo libro “The pencil of Nature”, arricchendolo di molte foto di foglie e piante riprese con una tecnica affine al lumenprinting.

Il “fotogramma” è stato successivamente utilizzato da molti artisti-fotografi, come Man Ray con i suoi famosi Rayographs.

Cosa serve – I materiali sensibili (carta fotografica bianco e nero nel formato 13×18) e il fissaggio sono forniti dall’organizzazione. I partecipanti al workshop sono invitati a portare con sé una fotocamera digitale (va bene anche una compatta) per fotografare il “backstage”, ma soprattutto riprodurre i lumenprinting prima che vengano fissati, Infatti, con l’operazione di fissaggio, queste foto cambiano molto, sia di colore che di contrasto (ed è un vantaggio: due foto al “prezzo” di una!).

Ognuno, se vuole, potrà portare con sé dei piccoli oggetti, possibilmente traslucidi (in plastica, anche colorata, ad esempio) o molto sottili (piume, garze, ecc.), da utilizzare per comporre i lumenprint.

Come si svolge – Dopo una “lezione frontale” sugli aspetti teorici e pratici legati alla luce e nello specifico al lumenprinting, si inizierà a lavorare sulla “composizione” delle nostre opere, che successivamente verranno esposte alla luce solare. Successivamente, si discuteranno i risultati, si faranno le duplicazioni, verrà illustrata dal docente la postproduzione digitale e si trarranno assieme le conclusioni. A fine giornata, ognuno tornerà a casa con le proprie opere!

Marco Scataglini nasce a Roma il 20.02.1964, vive e lavora a Tuscania (VT).
Nei primi anni ’90 ha ini­ziato a collaborare con l’agenzia Panda Photo di Roma, poi con la rivista “Plein Air”, in seguito con diverse altre riviste. In tempi più recenti ha pubblicato i suoi reportages (fino ad oggi circa 200) con “I Viaggi di Repubblica”, “Gente Viaggi”, “Vie del Gusto”, “Qui Touring”, ed altre. Attualmente le sue foto sono distribuite dalle a­genzie Marka, Arcangel Images e Alamy. È autore di diverse guide: una sul Tevere (“Il Viaggio del Tevere”), una sulla Campagna Romana (“Tutt’Intorno Roma”), una sul Lazio meridionale (“Nella Terra di Saturno”) e due sulla Tuscia (“Terre e Castelli” e “Dal Mignone alla Fiora”) ed ha all’attivo un li­bro fotografico su Roma per Geo Mondadori. Con l’editore Palombi ha pubblicato i cataloghi relativi alle mie mostre “Verso Sud” ed “Herbario Magico” e con l’editore Penne&Papiri ha pubblicato il volume “Lucus” dedicato ai boschi e agli alberi e il libro “Il fotografo non si annoia mai”. Sue foto sono state utilizzate per illustrare diversi libri, in particolare quelli editi dalla Iter di Subiaco. Ha realizzato numerose cartoline su Roma, il Lazio, l’Abruzzo ed altre zone del Centro Italia e pubblicato diversi calendari. Ha lavorato anche per musei ed istituzioni pubbliche: le sue foto arricchiscono il “Museo della Pietra” di Ausonia (FR), mentre ha contribuito alla creazione degli archivi fotografici dell’APT di Roma, dell’Ente RomaNatura, del Comune di Castelsardo (SS), del Comune di Osimo (AN), dell’APT di Siena, dell’APT di Rieti, dell’Ente Parco di Vejo. Si dedico a tempo pieno a progetti creativi legati alla fotografia, il più delle volte con la realizzazione di mostre Fine Art. È specializzato in articolare nelle tecniche alternative e “Lo-Fi”, dalle Toy Cameras al foro stenopeico, dalle Polaroid alle tecniche di stampa antiche. La sua ultima mostra, “Timeless-Scapes”, tenutasi a Palazzo Orsini di Bomarzo in anteprima lo scorso ottobre, è realizzata in buona parte con fotocamere stenopeiche.

Per l’iscrizione potete contattare la galleria Parione9 (parione9@gmail.com oppure tel. 0645615644) oppure la Libreria Aseq (info@aseq.it oppure tel. 066868400)

APPLY !!!

Only few days left to apply for an amazing experience!

 Apply for the International Summer Program 2015 at the Watermill Center founded and led by the artistic director Robert Wilson.  

The Watermill Center: a Laboratory for Performance

The Watermill Center: a Laboratory for Performance

Guarda(r)mi

mostra a cura di P9 | Marta Bandini e Elettra Bottazzi

23 gennaio 2015 - 1 marzo 2015

INAUGURAZIONE 23 gennaio ore 19

Opere di: Marina Bolmini, Denise Bonapace, Ginevra Collini, Crù, Michela Di Lanzo, Federica Madonna, Giovanna Emiliani Spinelli, Uska

COMUNICATO STAMPA

Lo sguardo non è neutro, la visione è culturale. Verso cosa si indirizza il nostro sguardo? Ognuno di noi non è mai neutro nel guardare o nell’essere guardato, non è mai slegato dalle strutture e sovrastrutture sociali, religiose e culturali. Il titolo della mostra “Guarda(r)mi” vuole invitare lo spettatore a guardare l’opera, frutto dell’osservazione e introspezione delle artiste sul proprio corpo, e compiere così un’azione di riflessione sulla sessualità. Corpo a corpo la comunicazione tra artista e spettatore si fa più efficace, diretta e traumatica. In questa mostra otto artiste italiane rendono collettivo ciò che è intimo e privato. Il corpo femminile, in tutta la sua bellezza, rivendica un suo spazio chiedendo di essere ascoltato, di essere visto, di essere guardato. Il proprio corpo diventa un luogo dove le artiste proiettano la loro visione della sessualità e attraverso cui aprono un dialogo con se stesse, fatto di auto-seduzione e auto-erotismo, rivendicazione e auto-definizione di sé. Narrarsi e farsi conoscere attraverso le proprie parti intime, la pelle, gli organi (da sempre legati culturalmente alle relazioni più intime, affettive e sociali) attraverso opere tessili, disegni su carta e pittura. L’arte e l’espressività creativa riescono in questo caso a parlarci di ciò che viene taciuto perché tabù. È proprio attraverso lo svelamento di questo corpo che si apre un dialogo fatto di sguardi inediti e provocatori che porta alla comprensione di sé. E ancora, è questo corpo a non essere più oggetto silenzioso da osservare, ma soggetto che si rivela.

Parione9 - studio bandazzi

via di Parione, 9 (piazza Navona), Roma

email: parione9@gmail.com

tel.: 06.45615644